Favorire la crescita dei microrganismi abitualmente presenti nell’intestino aiuta a protegge i bambini dalla dermatite atopica

Lo scorso 19 ottobre è stata celebrata la giornata mondiale della dermatite atopica, una malattia infiammatoria cronica, non contagiosa, causata dalla sovrapposizione di numerosi fattori genetici e ambientali.

La dermatite atopica è caratterizzata da intenso prurito, secchezza della pelle, comparsa di rossore e vescicole su tutto il corpo e comporta un impatto spesso altamente negativo sulla qualità di vita di chi ne è affetto. I bambini con dermatite atopica risultano facilmente irritabili, possono avere disturbi di sonno e spesso mostrano difficoltà di concentrazione e stanchezza che interferiscono con la vita sociale e con il rendimento scolastico.

Negli ultimi anni, grazie ai progressi della ricerca scientifica, l’approccio terapeutico a questo disturbo sembra essere sempre più multidisciplinare. Accanto alle terapie convenzionali a base di emollienti e, laddove necessario, anche di steroidi, antistaminici ed antibiotici, vi è infatti un interesse crescente nei confronti della supplementazione probiotica.

Numerose ricerche scientifiche hanno dimostrato che somministrare microrganismi -soprattutto batteri- vivi ed attivi, rafforza il microbioma intestinale ripristinandone l’equilibrio e garantendo così il miglioramento delle condizioni di salute.

Uno studio condotto in Spagna, presso l’Università di Alicante, ha rilevato che la somministrazione di nuove formulazioni probiotiche è in grado migliorare il decorso della dermatite atopica nei bambini. I ricercatori hanno studiato gli effetti della somministrazione di probiotici contenenti Bifidobacterium lactis CECT 8145, B longum CECT 7347 e Lactobacillus casei CECT 9104, in un gruppo di 50 bambini affetti da dermatite atopica moderata, di età compresa tra 4 e 17 anni. Lo studio è durato complessivamente 12 settimane.

 

Durante questo periodo di tempo 26 bambini sono stati trattati con la miscela di probiotici, mentre i restanti 24 hanno assunto un placebo. Tutti i piccoli pazienti potevano ricorrere ai trattamenti convenzionali a base di steroidi topici e/o antistaminici prescritti dal proprio medico, in base alla severità delle manifestazioni della dermatite atopica. Per stabilire l’efficacia della supplementazione probiotica è stato analizzato il cosiddetto “indice SCORAD”, ovvero un punteggio che consente al medico di valutare la severità dell’eczema, permettendogli così di curare al meglio il paziente, e sono stati considerati anche i giorni in cui si è reso necessario l’uso topico di steroidi.

 

Al termine delle 12 settimane di trattamento, la riduzione media dell’indice SCORAD nel gruppo trattato con i probiotici è risultata superiore (19.2%) rispetto a quanto riscontrato nel gruppo di controllo che aveva assunto il placebo.  Dallo studio è emerso anche che i pazienti trattati con i probiotici avevano ridotto in maniera significativa l’uso degli steroidi topici rispetto al gruppo che aveva assunto il palcebo, confermando così l’efficacia della terapia probiotica nel trattamento dei sintomi della dermatite atopica.

 

Fonte:

Navarro Lopez V. et al. “Effect of Oral Administration of a Mixture of Probiotic Strains on SCORAD Index and Use of Topical Steroids in Young Patients With Moderate Atopic Dermatitis: A Randomized Clinical Trial”. JAMA Dermatol. 2018 Jan 1;154(1):37-43