Nuovi farmaci dal microbioma umano

Secondo i ricercatori dell’Università della California di San Francisco i batteri che popolano normalmente il nostro organismo potrebbero essere impiegati per ottenere nuovi farmaci. Gli studiosi sono arrivati a tale conclusione applicando a questi microrganismi una nuova analisi genetica.

È noto da decenni ormai come gran parte dei medicinali utilizzati derivino da microbi e piante; ciò che invece sta prendendo piede in tempi più recenti riguarda lo studio delle specie microbiche che convivono all’interno del corpo umano, nell’intestino, sulla pelle, nelle vie aeree, nella bocca e nella vagina, ovvero il microbioma. Un nutrito gruppo di scienziati statunitensi ha sviluppato lo “Human Microbiome Project dei National Institutes of Health”, ovvero una banca dati dei genomi di centinaia di specie di microrganismi che riesce a identificare nuove relazioni fra gruppi di geni e sostanze biologicamente attive a partire dalle relazioni scoperte in batteri studiati in precedenza.

Grazie a questa banca dati sono riusciti a determinare 3118 differenti gruppi di geni batterici che concorrono alla produzione di molecole che rientrano in classi di farmaci noti. Secondo gli scienziati l’analisi approfondita del microbioma permetterà di capire quali sono le molecole biologicamente attive che i microrganismi producono e darà la possibilità di individuare nuovi farmaci per la cura di numerose patologie.